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    McDaid's pub, Harry's Street, Dublin McDaid's pub, Harry's Street, Dublin

    I pub letterari di Dublino

    Belli, storici e iconici, i pub di Dublino non sono soltanto luoghi fantastici in cui trascorrere una serata: sono stati il cuore della vita letteraria della città per secoli, racconta Turtle Bunbury

    • #Dublino
    • #Letteratura
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    Turtle Bunbury | Immagini di Thérèse Aherne
    Contea di Dublino
    Contea di Dublino
    • #Dublino
    • #Letteratura
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    La pace è uno stato d'animo sfuggente. Al di fuori del focolare familiare, uno dei miei luoghi preferiti per trovare conforto è il pub. Lo so, è una cosa strana da dire. Va in un pub per trovare la pace?


    Ma quando torno indietro nel tempo, mi rendo conto che alcuni dei miei momenti più tranquilli li ho vissuti nei pub irlandesi, con una pinta di Guinness o un bicchiere di whiskey irlandese accanto a me e la penna in mano, scrivendo qualunque storia mi venisse in mente.

    Il pub e la penna. Sono sempre andati a braccetto. Specialmente a Dublino. La parola scritta, la narrativa creativa e la letteratura sono parte integrante del DNA di Dublino. 

     

    Ecco perché la città è così celebrata per i suoi drammaturghi, poeti e autori, da Jonathan Swift a Oscar Wilde e Sally Rooney.

     

    Long Room at Trinity College-INSET 1 Long Room at Trinity College-INSET 1

    La Long Room, Trinity College di Dublino © Tourism Ireland

    Sospetto che l'amore irlandese per la narrativa tragga le sue origini con i primi monaci cristiani che hanno creato storie magiche come quelle dei viaggi di St Brendan sull'Oceano Atlantico, o con gli scribi e miniatori che hanno collaborato a opere meravigliose come il Book of Kells, un prezioso manoscritto del IX secolo in mostra al Trinity College di Dublino.

     

    Per avere un'idea della profondità del legame di Dublino con la parola scritta, visita la Old Library del Trinity, chiudi gli occhi e respira l'odore carico di storia di 200.000 libri antichi. Dal 1801, il college ha diritto per legge a una copia gratuita di ogni singolo libro pubblicato in Irlanda o nel Regno Unito.

     

    Avrai la stessa sensazione se passerai alla bellissima biblioteca di Narcissus Marsh presso la cattedrale di San Patrizio o alla Edward Worth Library accanto alla Kilmainham Gaol.

     

    BoK Exhibition Panel Portrait-INSET 2 BoK Exhibition Panel Portrait-INSET 2

    Book of Kells Exhibition, Trinity College di Dublino

    I libri sono importanti

    È per questo che Dublino è una Città della letteratura UNESCO, con un festival annuale del libro e una festività letteraria non ufficiale ogni 16 giugno, nota come Bloomsday, in onore dell'Ulisse, l'acclamato romanzo di James Joyce pubblicato oltre 100 anni fa.

    È per questo che tre dei ponti che attraversano il fiume Liffey sono dedicati a degli scrittori: Joyce, Sean O'Casey e Samuel Beckett.

     

    È per questo che la città ospita oltre 40 case editrici; che il Dublin City Council offre uno dei premi letterari più ricchi al mondo (il Dublin Literary Award vale €100.000); e che a Dublino vivevano tutti e quattro i vincitori irlandesi del premio Nobel per la letteratura: Beckett, George Bernard Shaw, William Butler Yeats e Seamus Heaney, che a Sandymount.

    Grandi penne

    Da sinistra a destra: Marsh's Library; Museum of Literature Ireland (MoLI); il James Joyce Centre; Samuel Beckett Bridge

    Una città di scrittori

    Dublino è famosa per i suoi scrittori da centinaia di anni. L'ingresso principale al Trinity College è sorvegliato dalle statue di due studenti del passato divenuti icone letterarie nel XVIII secolo: Edmund Burke, campione dell'Illuminismo, e Oliver Goldsmith, un genio della poesia, dei romanzi e delle opere.

    Ma attenzione, Goldsmith non era uno studente modello. Appassionato di taverne, trascorse i suoi giorni al Trinity imparando a bere, vestire bene, cantare arie irlandesi, giocare a carte e padroneggiare il flauto, poco prima di essere sospeso.

    Uno dei suoi luoghi di ritrovo preferiti era il Reindeer, vicino all'attuale Four Courts di Inns Quay. Quando i fondi per pagare il suo conto scarseggiavano, buttava giù una ballata per i "cantanti di strada" da cantare nel pub per raccogliere i soldi necessari.


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    The Brazen Head, Lower Bridge Street 

    I legami letterari

    Il Reindeer è solo uno dei circa 750 pub di Dublino, tantissimi dei quali ti faranno entrare in contatto con il meraviglioso mondo degli scrittori irlandesi.

     

    The Brazen Head sostiene di essere il pub più antico di Dublino, in origine era un ostello alle porte della città per chi desiderava entrarvi il giorno seguente. Tra i suoi sostenitori ricordiamo Jonathan Swift, autore de I viaggi di Gulliver, che era molto esigente in fatto di birra. Con lo pseudonimo di Geoffery Jinglestaff, si lamentò per la breve presenza nei pub di Dublino nel 1736 di una porter prodotta a Londra, dichiarandola inadatta a "qualsiasi creatura superiore al maiale".


    Vent'anni dopo, l'eccentrico romanziere Thomas Amory ricordò "molte serate felici" che trascorse in un "piccolo e affascinante pub" conosciuto come Conniving House, situato nei pressi dell'attuale Sandymount Green. I suoi compagni erano "il famoso Larry Grogan, che suonava molto bene la cornamusa [e] il buon Jack Lattin, che come violinista non aveva rivali … La birra qui era sempre straordinaria e tutto era fantastico".


    La nascita dei vampiri

    Una targa fuori dal Bleeding Horse in Camden Street celebra l'autore horror Sheridan Le Fanu, che ha ambientato in questo pub parte del suo romanzo del 1845, "The Cock and Anchor". La novella gotica di Le Fanu, "Carmilla", una delle prime opere del filone dei vampiri, ha ispirato il dublinese Bram Stoker nella creazione del famoso Dracula, una pietra miliare di questa narrativa. Stoker, il cui spirito vive con il Bram Stoker Festival che si tiene a Dublino ogni Halloween, affondò i denti in una o due pinte al Toner's di Baggot Street.


    L'aneddoto più succulento legato alla letteratura è il matrimonio tra Bram Stoker e l'ex fidanzata di Oscar Wilde nella chiesa di St Ann in Dawson Street. Probabilmente Wilde è stato il dublinese più esuberante di tutti e ha descritto il lavoro come "la maledizione delle classi che bevono".

     

    Cresciuto al numero 1 di Merrion Square, si dice che abbia sorseggiato qualche drink al Kennedy's nella vicina Westland Row, dove un murale evidenzia i suoi numerosi legami con la letteratura, incluso Joyce, che una volta portò in scena a Zurigo l'opera "L'importanza di chiamarsi Ernesto" di Wilde.


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    Julianne Mooeny Siron, Marsh's Library

    Attraversare Dublino senza incrociare un pub

    "I pub di Dublino sono sempre stati dei grandi livellatori, sempre aperti a tutti", afferma Julianne Mooney Siron, direttirce del Dublin Book Festival. "Molti dei pub frequentati da scrittori mantengono ancora quell'aura da vecchio mondo. È facile immaginare Joyce, Wilde e altri seduti a discutere delle loro opere e a guardare la gente passare, in cerca di ispirazione per le loro poesie e storie".

     

    Il Kennedy's si trova a est del Finn's Hotel, ora chiuso, dove Nora Barnacle, prima di diventare la moglie di Joyce, lavorava come cameriera. Le loro vite sono state romanzate da Nuala O'Connor in "Nora: A Love Story of Nora Barnacle and James Joyce". Questo libro è stato selezionato per l'edizione 2022 del One Dublin One Book, un'acclamata iniziativa diretta dall'ufficio Dublino Città della letteratura UNESCO.


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    Ulisse esposto al Davy Byrnes, Duke Street

    Nel 1922, il dublinese James Joyce pubblicò "Ulisse", un libro determinante per la letteratura irlandese del XX secolo. Il romanzo segue Leopold Bloom, un uomo ebreo qualunque, mentre vaga per Dublino nella giornata del 16 giugno 1904. "Un bel rompicapo attraversare Dublino senza passare davanti ad un pub", osservava Bloom.

     

    Come Cristopher Morash, professore del corso di letteratura irlandese dedicato a Seamus Heaney al Trinity College di Dublino, osserva: "Ci sono voluti quasi 90 anni (e l'aiuto di un computer) prima che qualcuno riuscisse a risolvere quel rompicapo".


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    Un ritratto di James Joyce al Kehoe'a

     

    Ritratto dell'artista

    Le opere di Joyce erano profondamente intrecciate con i pub di Dublino. Mentre beveva, ascoltava. Il linguaggio e le chiacchiere, le sfumature, l'accento, l'umorismo di ogni storia raccontata e, in qualche modo, ha registrato quei discorsi per farli rivivere nei romanzi successivi. Il linguaggio frammentato del suo dialogo, interno ed esterno, è esattamente quello che sentiresti se entrassi in un pub affollato e ascoltassi estratti di tutte le conversazioni che si svolgono intorno a te.

     

    "Non per niente Joyce ambientò il suo ultimo romanzo, Finnegan's Wake, in un pub", aggiunge il Professor Morash. I pochi valorosi che sono arrivati in fondo a questo romanzo potrebbero fare un salto a Mullingar House, Chapelizod, a ovest del centro della città, che sostiene con convinzione di essere proprio quel pub.


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    Davy Byrnes, Duke Street

    Gorgonzola e un bicchiere di Borgogna

    Il pub imperdibile per gli appassionati di Joyce è il Davy Byrnes in Duke Street, dove l'eponimo proprietario, "con le maniche della camicia pieghettate", ha servito a Leopold Bloom un panino al gorgonzola e un bicchiere di Borgogna. Questo pub colorato è stato un ritrovo dei letterati sin dal Rinascimento Gaelico. È presente anche in Ragazze di campagna, la trilogia di Edna O'Brien, quando le protagoniste Baba e Kate entrano per bere insieme un bicchiere di Pernod.

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    Interni del Davy Byrnes, Duke Street

    Joyce lasciò l'Irlanda nel 1904, ma non dimenticò mai la sua terra natia. Più avanti, nel corso degli anni, propose addirittura alla Guinness di sostituire lo slogan "Guinness is good for you" con il suo "Guinness - the free, the flow, the frothy freshener!" Non fece presa.

    Il principale ricercatore di Joyce quando questi scrisse "Finnegan's Wake" era Samuel Beckett, nato a Dublino, che nel 1969 vinse il premio Nobel per la letteratura. La loro amicizia finì dopo che Beckett rifiutò la corte di Lucia, la figlia di Joyce.

    A Beckett non piacevano molto "i bicchieri rotti e la mancanza di discrezione" dei pub di Dublino, ma si dice anche che abbia bevuto al Kennedy's di Westland Row mentre studiava letteratura al Trinity College negli anni '20.

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    Toner's, Baggot's Street

    Dai poeti premi Nobel alla censura cattolica

    Anche il poeta WB Yeats, che vinse il Nobel nel 1923, non era un grande amante dei pub ma Oliver St John Gogarty riuscì a farlo entrare almeno una volta al Toner's di Baggot Street. Se sei un appassionato di Yeats, il Winding Stair Restaurant in Ormond Quay deve il suo nome a una delle sue poesie e regala una splendida vista sul Liffey.

    Nel 1925, il premio Nobel per la letteratura andò a un altro dublinese, il drammaturgo George Bernard Shaw autore di "Pigmalione". L'ultima casa dublinese di Shaw, in Harcourt Street, fa ora parte dell'Harcourt Hotel, sede del vivace D Two Bar.


    La maggior parte dei leader della Rivolta di Pasqua nel 1916 erano poeti e scrittori. Ciò non ha impedito al governo irlandese di emanare la legge sulla censura delle pubblicazioni nel 1929 che ha dato allo Stato il diritto di vietare qualsiasi scritto considerato osceno o indecente. Questa legge è stata dettata dal desiderio della gerarchia cattolica di "una semplice misura di igiene morale" in seguito a "una vera e propria ondata di oscenità mai finita".

    Frustrati dall'incapacità di pubblicare le loro opere, diversi scrittori abbandonarono l'Irlanda negli anni '30, tra questi anche Beckett e Liam O'Flaherty, il cui romanzo "Il traditore" sarebbe stato trasformato in un thriller hollywoodiano vincitore di un Oscar diretto da John Ford.


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    Mulligan's, Poolbeg Street

    Un paradiso creativo

    Nel frattempo, altri scrittori, redattori e giornalisti iniziarono a ritrovarsi nei pub nei pressi delle sedi centrali dei principali quotidiani di Dublino.

    I pub tradizionali e vecchio stile, come il Palace Bar in Fleet Street e Mulligan's in Poolbeg Street, aperti ancora oggi, diventarono i vivaci centri di dissenso clandestino per una nuova generazione di spiriti creativi (prevalentemente uomini: le donne ancora non potevano entrare nei pub).

    Trovavano la propria ispirazione tra il fumo e la segatura, tra uno sputo sulle assi del pavimento e una macchia di tabacco sulle pareti, tra mobili spartani, shot di whiskey e pinte di birra.

    Come ha ricordato con affetto il corrispondente dell'Irish Times Kevin Lehane, "al McDaid's in Harry Street si poteva ascoltare Patrick Kavanagh discorrere degli argomenti più disparati, dal pugilato professionistico alla bellezza di Ginger Roger, al terribile stato del calcio gaelico nell'Ulster.

    Al Neary's o alla Scottish House c'era Flann O'Brien che parlava di qualsiasi argomento conosciuto all'uomo… Brendan Behan, invece, lo trovavi ovunque".

    Lehane ha anche raccontato come per questi uomini ogni nuova pinta fosse "tanto da contemplare quanto da bere".


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    The Shelbourne Hotel, St Stephen's Green 

    Un ritrovo di celebrità

    Lo Shelbourne Hotel, anch'esso presente nell'Ulisse, è stato un'enclave più sfarzosa. L'hotel 5 stelle ha ospitato star del calibro di Rudyard Kipling e Charlie Chaplin, Julia Roberts e Seamus Heaney.

    La sua storia è stata scritta dall'autrice di Dublino Elizabeth Bowen, mentre l'Horseshoe Bar, interno all'hotel, è l'ambientazione del racconto breve di Edna O'Brien del 2011 "Send My Roots Rain" in cui una libraia in là con gli anni aspetta l'arrivo di un importante poeta irlandese.


    Il pub preferito di Kavan era il Palace Bar, che definì "il più bel tempio dell'arte. È qui che si dovevano ascoltare le chiacchiere della poesia". Uno dei suoi compagni più costanti al The Palace fu Brian O'Nolan, un fantastico autore satirico che scrisse sotto gli pseudonimi di Flann O'Brien e Myles na gCopaleen.

    Un'altra roccaforte di Kavanagh fu The Waterloo in Baggot Street, una parte della città immortalata dal poeta, che sorge a metà strada tra la sua statua seduta sul Grand Canal e Raglan Road, l'ambientazione di quella che potrebbe essere la sua poesia più famosa.


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    Grogan's (Castle Lounge), South William Street

    "Un bevitore con problemi di scrittura"

    Flann O'Brien ambientò una delle parti più esilaranti del suo capolavoro di metanarrativa, "Una pinta d'inchiostro irlandese", nel Grogan's di South William Street, dove tre uomini sperimentano un "senso di benessere fisico e mentale" versando bicchieri di stout all'interno dei [loro] corpi".

    In realtà, sono molti i pub in tutta Dublino che possono giustamente affermare di aver avuto Kavanagh e O'Brien tra i propri "grandi sostenitori", insieme ad altri appassionati di pinte come Anthony Cronin, JP Donleavy e Brendan Behan.


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    Simon O'Connor, Direttore del MoLI, St Stephen's Green

    A Behan piaceva bere più di tutti. Una ricerca di parole interna al suo "Interviews and Recollections" rileva la parola "pub" 88 volte. "Mi piacciono i pub perché mi piacciono le persone", ha dichiarato una volta. E poi, "sono un bevitore con un problema di scrittura".

    Behan, le cui opere più famose includono Borstal Boy e L'impiccato di domani, era un imbianchino professionista. All'inizio degli anni '60, si offrì di dipingere una nuova insegna per il The Cat and Cage di Drumcondra, frequentato anche da Sean O'Casey. Insieme a un amico fece un lavoro così brutto che il proprietario pagò solo metà parcella; alla fine ricevettero l'altra metà in bevute.

    Detto questo, Simon O'Connor, direttore del Museum of Literature Ireland (MoLI) in St Stephen's Green, sottolinea che "non dobbiamo permettere che il passato alcolico dei nostri artisti metta in ombra la grande arte che hanno creato. Per quanto Behan potesse essere divertente da ubriaco, fu il bere a ucciderlo, spegnendo troppo presto un incredibile talento artistico".


    Scene dai pub di Dublino 

    Da sinistra a destra: McDaid's, Harry Street; Kehoe's, South Anne Street; il bancone del McDaid's

    I luoghi di ritrovo preferiti

    C'erano alcuni pub che Behan, Kavanagh e altri frequentavano più di altri. Di nuovo, il Davy Byrnes era in cima alla lista. Anche il Neary's in Chatham Street, il Kehoe's in South Anne Street e l'International in Wicklow Street erano tra i più apprezzati. Ma la loro mecca letteraria era lo stretto McDaid's in Harry Street con i suoi alti soffitti.

     

    La cassa del McDaid's registrò grandi incassi quando il bohémien dublinese John Ryan (ideatore del Bloomsday con Flann O'Brien) fondò un giornale letterario intitolato Envoy nella vicina Grafton Street, ma il giornale ebbe vita breve. Con Kavanagh, O'Brien, Donleavy, Behan e persino Beckett in qualità di contributori, i gentiluomini si riunivano al McDaid's ogni giorno a pranzo per condurre la loro attività in un ambiente più salubre per il resto della giornata.


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    The Long Hall, South Great George's Street

    "Il McDaid's non è mai stato solo un pub letterario", ha ricordato Cronin. "La sua forza è sempre stata nella varietà di talenti, di classi, di caste e patrimoni. Le divisioni tra scrittore e non scrittore, bohémien e artista, informatore e rivoluzionario, uomo e donna, non sono mai state applicate seriamente".

    Un altro pub che Behan conosceva bene è il The Long Hall in South Great George's Street, che si trovava dall'altra parte della strada rispetto a Dockrells, il negozio di ferramenta dove lavorava suo padre. È qui che Phil Lynott, leggenda del rock di Dublino, si scolava qualche stout durante le riprese del video di Old Town dei Thin Lizzy.


    Sul muro c'è una breve poesia di Frank Holt, intitolata In Praise Guinness (Lode alla Guinness):

    "A Dublino c'è un tesoro prelibato,

    Viene prodotto a St James e poi mandato giù tutto d'un fiato".

    Un'immersione nella cultura

    Da sinistra a destra: The Ginger Man, Fenian Street; cartello stradale The Ginger Man; "The Doc" al Mulligan's; Toner's

    Gli scrittori di Dublino trovarono una nuova enclave quando John Ryan in persona prese in gestione il Bailey in Duke Street. Ryan ammise di aver acquistato il pub per sbaglio in un'asta a cui era andato per comprare un bollitore. Nel pub montò la porta d'ingresso originale del numero 7 di Eccles Street, dimora di Leopold e Molly Bloom nell'Ulisse di Joyce.

     

     

    Un altro scrittore che ha bevuto insieme a Behan e O'Brien è stato JP Donleavy, l'autore irlando-americano del controverso classico del 1955 "The Ginger Man" che ha venduto oltre 45 milioni di copie e non è mai andato fuori stampa.

     

    Il libro, che ha dato il nome al Ginger Man pub in Fenian Street, nei pressi di Merrion Square, segue le imprese di Sebastian Dangerfield, uno studente fannullone e misogino che passa il tempo, tra gli altri, al Mulligans, al Toner's, al Bleeding Horse e al Finnegan's di Dalkey.


    Confondersi tra la gente del posto

    Da sinistra a destra: Hugo Jellett al Kehoe's, all'O'Neill's, al Palace Bar, allo Stag's Head

    "Un poeta ha bisogno di un pubblico"

    Quando erano studenti al Trinity, Seamus Heaney, Paul Muldoon, Derek Mahon e Michael Longley, appartenenti alla generazione successiva di poeti premiati che guidò il Rinascimento dell'Ulster negli anni '60, si incontravano spesso al cocktail bar di O'Neill's in Suffolk Street. Si univa a loro anche il carismatico Brendan Kennelly, professore (poi emerito) di letteratura moderna al Trinity College.

    Il fascino del pub è sempre stato contagioso per le menti degli scrittori. Hugo Jellett, direttore del Festival of Writing and Ideas, ha lavorato con la Lilliput Press e la O'Brien Press negli anni '90.

    "Ho trascorso i miei 20 anni in roccaforti della letteratura come il Kehoe's, l'Hartigan's e il Bowe's. Tra il cappello a tesa di Flann O'Brien, il fantasma di Behan e la progressiva affermazione di Colm Tóibín, John Banville, Anne Enright, Sebastian Barry e Roddy Doyle, sono rimasto incastrato in quel mondo.


    Volevo diventare un avvocato o qualcosa di utile. Invece ho dato il via a un festival letterario. È l'effetto che fa Dublino alle persone. Si impossessa del tuo amore per la letteratura". "I pub sono talmente integrati nella città che è quasi impossibile descrivere cosa abbiano rappresentato per gli scrittori dublinesi nel corso degli anni", aggiunge Morash. "Kavanagh una volta ha osservato che 'un poeta ha bisogno di un pubblico' e, per alcuni, i pub sono stati un palco, mentre per altri sono stati un luogo tranquillo in cui incontrare altri scrittori.


    "Ci sono anche scrittori per i quali i pub di Dublino sono semplicemente stati lo scenario in cui chiunque avrebbe potuto apparire".


    L'epoca del pub nella letteratura moderna

    "Due pinte di birra", il romanzo in continua evoluzione/la conversazione a due voci di Roddy Doyle, potrebbe essere ambientato in qualsiasi pub, mentre le scene della favolosa versione cinematografica del suo "I Commitments" sono state girate al Camden in Lower Camden Street.

    Il Blackbird Pub in Rathmines Road Lower è il ritrovo degli studenti in cui Marianne, Connell e i loro amici giocano a biliardo e bevono pinte nella serie TV adattamento del romanzo Normal People di Sally Rooney, vincitrice dei Costa Book Awards 2018.

    Nel romanzo "Tender" di Belinda McKeon, il protagonista conduce una favolosa intervista all'amatissimo Library Bar del Central Hotel in Exchequer Street.


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    City Hall, Dame Street

    Una città intrisa di letteratura

    Ci sono collegamenti con la letteratura in tutta la città. Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes, la cui famiglia era irlandese, viene celebrato al Doyle's Corner, all'incrocio tra Phibsborough e la North Circular Road sulla sponda nord del fiume.

    La vicina Blessington Street è il luogo di nascita di Iris Murdoch, la prima scrittrice irlandese a vincere il Booker Prize (per "Il mare, il mare", nel 1978). Diverse scene dell'acclamato romanzo "Tatty. Un'infanzia dublinese" di Christine Dwyer Hickey, selezionato nel 2020 da One Dublin One Book, sono ambientate al Myos di Castleknock.

    Colm Quilligan ha fondato il premiato Dublin Literary Pub Crawl nel 1988. Da allora, 750.000 persone hanno intrapreso questo viaggio di due ore e mezza.


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    Colm Quilligan sul palco the The Duke, Duke Street

    "Ci concentriamo su Joyce, Wilde, Beckett e Yeats", afferma, "ma siamo ben più che la Setta dei Poeti Estinti dell'Attimo fuggente. Andiamo dove vanno gli scrittori contemporanei e raccontiamo le storie degli autori attuali. Il Duke, da cui partiamo, si trova proprio svoltato l'angolo da Hodges & Figgis, l'iconica libreria di Dublino. È qui che autori come Anne Enright, Roddy Doyle e John Boyne spesso organizzano le presentazioni dei loro libri e poi si spostano inevitabilmente al Duke per concludere la serata".

    Se dovessi vedere qualcuno che legge nel pub, potrebbe essere Simon O'Connor, il Direttore MoLI, che afferma: "le persone spesso dimenticano che i pub sono luoghi fantastici in cui leggere, in particolare durante il giorno, se ne trovi uno senza musica o sport alla televisione. Ricordo sempre il pomeriggio in cui ho terminato una raccolta di Edna O'Brien sorseggiando una pinta di stout, le campane di San Patrizio risuonavano negli ultimi paragrafi e mi sentivo come se fossi morto e andato in paradiso".


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    The Duke, Duke Street 

    Esperienze letterarie a Dublino
    Dublin Literary Pub Crawl

    Una fantastica opportunità per visitare alcuni dei pub citati in questo articolo e scoprirne i legami con la letteratura. Gli attori del Dublin Literary Pub Crawl si esibiscono in estratti di varie opere mentre accompagnano i visitatori di bar in bar, aggiungendo dettagli biografici degli scrittori lungo il percorso. È istruttivo, ma l'umorismo è il pezzo forte. In partenza ogni sera alle 19:30 (la programmazione estiva inizia il 1° aprile) dal The Duke in Duke Street.


    James Joyce Pub Crawl

    John Geraghty e Luigsech Bennett gestiscono il James Joyce Pub Crawl e portano gruppi privati su appuntamento in una selezione di pub associati a Joyce, a seconda del giorno della settimana e dell'affollamento previsto in un dato giorno. "È una breve cronologia del rapporto di Joyce con i pub di Dublino", afferma John, "ma soprattutto una bella scoperta degli stessi pub".

     

     

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    Dublin Book Festival © Tourism Ireland

    Lontano dal pub

    International Literature Festival Dublin

    Ogni anno a maggio in varie zone della città; ilfdublin.com

    Bloomsday

    Una celebrazione della vita e delle opere di James Joyce, che si svolge il 16 giugno di ogni anno; bloomsdayfestival.ie

    Dalkey Book Festival

    A giugno, autori irlandesi e internazionali si riuniscono nel grazioso villaggio di Dalkey per questo vivace festival annuale; dalkeybookfestival.org

    Dublin Book Festival

    Ogni novembre in tutta Dublino e online; dublinbookfestival.com

    I luoghi letterari di Dublino

    Altri luoghi interessantissimi per gli amanti della letteratura sono la National Library of Ireland e il Museum of Literature Ireland (MoLI) in St Stephen's Green.