La nuova generazione di stilisti di moda irlandesi

Simone Rocha is one of Ireland's up-and-coming designers fornito da <a href="http://www.shutterstock.com/gallery-842245p1.html" >Featureflash/Shutterstock</a>
Simone Rocha is one of Ireland's up-and-coming designers fornito da Featureflash/Shutterstock

Ana Kinsella esamina la nuova identità creativa della moda irlandese, che si è distinta su passerelle e lookbook in tutto il mondo grazie a una nuova generazione di stilisti che hanno rivisitato la tradizione nazionale in chiave assolutamente contemporanea.

Naturalmente non mancano i grandi nomi che espongono e vendono in tutto il mondo pur avendo sede a Dublino. John Rocha, ad esempio, dimostra che non è necessario vivere in una capitale mondiale della moda per gestire un'etichetta internazionale ma che è possibile farlo anche da una casa georgiana nelle immediate vicinanze di St Stephen's Green. Rocha e sua moglie Odette hanno costruito un impero della moda grazie a splendidi modelli minimalisti, portando spesso tessuti e tecniche irlandesi verso nuove frontiere internazionali della moda.

Joanne Hynes ha reso un importante contributo allo stile irlandese non soltanto grazie ai suoi sfarzosi e divertenti capi ma anche in termini di accessori. Collari, copricapo e collane, tutti riccamente adornati e vivaci, sono tra i pezzi più ambiti da molte amanti e intenditrici di gioielli. Hynes, uno dei marchi preferiti dalle donne più eleganti di Dublino, si ispira alla tradizione artigianale irlandese e ai viaggi personali della stilista in India e all'estero.

Successo internazionale

Naturalmente ciò non significa che alcuni marchi non si siano allontanati dalle nostre coste per conquistare un proprio spazio all'estero. Simone Rocha, figlia di John, è diventata un nome cult tra le "it girl" londinesi, ovvero le ragazze più in vista, grazie a creazioni zuccherose, vestiti in merletto rosa e brogue trompe-l'œil su zeppe trasparenti in plexiglass. Indossato da icone di stile del calibro di Alexa Chung e Yasmin Sewell, il nome di Simone è diventato sinonimo non soltanto della moderna femminilità ma anche del tipo di design in cui l'Irlanda si esprime al meglio: un mix dai contorni sfumati tra modernità e tradizione, tra uno stile elegante e urbano con un tocco selvaggio che richiama la campagna. Le creazioni dei Rocha, padre e figlia, sono in vendita presso le boutique Havana a Donnybrook, nella zona 4 di Dublino.

J.W. Anderson è un altro marchio diventato famoso a livello internazionale. Lo stilista di Derry-Londonderry, con sede a Londra, gioca con la decostruzione e il genere sia nell'abbigliamento femminile che in quello maschile. Le maglie oversize, i capi in pelle e persino i completi da uomo di Anderson mostrano una nuova reinterpretazione avanguardista della cultura e della storia più sovversiva di Dublino. Oggi l'idea che i capi di uno stilista che cita Samuel Beckett come una delle figure più influenti siano in vendita da Brown Thomas non sembra più così estremista.

Stilisti debuttanti

Sulla scia dei nomi più famosi si sta facendo avanti una nuova generazione di stilisti attivi sia in patria che all'estero. I capi di abbigliamento maschile di Alan Taylor, ex studente del National College of Art & Design, hanno fatto il loro debutto questa estate nel corso della Settimana della Moda londinese trovando grande consenso per l'uso di tessuti tradizionali, quali il tweed del Donegal, in abbinamento al tulle e alla rete. Maestri delle stampe quali Natalie B. Coleman e Helen Steele hanno visto i loro artistici modelli raccogliere grande successo in Paesi lontani quali l'Arabia Saudita e la Corea del Sud.

Gli oggetti e le bardature in pelle di Una Burke sono stati indossati da Lady Gaga e Daphne Guinness. Fortunatamente, molte delle etichette indipendenti cult d'Irlanda hanno trovato spazio e fornitori in boutique più piccole quali Bow nel Powerscourt Centre, Costume nel vicino Castle Market o Dolls su Emorville Avenue. I maglioni delle Isole Aran e i tweed rappresentano le radici sartoriali irlandesi ma, a quanto pare, il futuro della moda nazionale è più estremista che rurale.